Prospecta Formazione
in collaborazione conViessmann
Video illustrativo generato con IA

Convegno online · 5 novembre 2026 · Il resoconto

Progettare la transizione energetica:
rivedi il convegno.

Pompe di calore, nuove normative e soluzioni applicative per edifici residenziali e commerciali

Tre ore per i progettisti: le norme che cambiano, gli scenari su incentivi e refrigeranti, la nuova generazione di pompe di calore, l’R290 nei condomini e il confronto fra tre soluzioni simulate su un condominio esistente. Qui trovi i video divisi per capitoli, le slide e il quaderno per ripassare.

  • Luca A. PiteràAiCARR
  • Alberto VillaViessmann
  • Giovanni FinarelliViessmann
  • Matteo VantiViessmann
  • Stefano SilveraEdilclima
Si è svoltoGiovedì 5 novembre 2026
FormatoConvegno online
Crediti3 CFP
In collaborazione conViessmann

Com'è andata

Il convegno come si è svolto

I cinque interventi e le domande finali, nell’ordine in cui si sono tenuti, con la conduzione di Alessandro Bertocchi di Prospecta Formazione. L’intervento di Giovanni Finarelli era registrato ed è stato trasmesso durante la diretta.

5relatori
190slide da scaricare
3 h 09di registrazione disponibile
64capitoli navigabili
OrdineInterventoStatoDurata
Intervento 1Prestazione energetica e fonti rinnovabili negli edifici: nuovi Requisiti Minimi, RED III e prospettive della EPBD IVLuca A. PiteràSvolto44 minGuarda ›
Intervento 2Dagli incentivi ai refrigeranti: gli scenari che influenzeranno il mercato delle pompe di calore nel prossimo futuroAlberto VillaSvolto35 minGuarda ›
Intervento 3La nuova generazione di pompe di calore: efficienza, connettività e gestione intelligente dell’energia negli edifici residenzialiGiovanni FinarelliRegistrato27 minGuarda ›
Intervento 4Pompe di calore a R290 nei condomini o in applicazioni commerciali: criteri, opportunità e soluzioni per la progettazione centralizzataMatteo VantiSvolto33 minGuarda ›
Intervento 5Full electric, ibrido o bivalente? Quale scelta conviene davvero nella riqualificazione energetica dei condominiStefano SilveraSvolto43 minGuarda ›
DomandeDomande e risposte, saluti finaliAlberto Villa, Stefano Silvera, Luca A. PiteràSvolto4 minGuarda ›

Sequenza, durate e contenuti sono ricavati dalla registrazione e dalle slide proiettate.

Il convegno

Dalle norme alle scelte di progetto

Il 5 novembre 2026 si è tenuto online il convegno «Progettare la transizione energetica», organizzato da Prospecta Formazione in collaborazione con Viessmann e condotto da Alessandro Bertocchi.

Luca A. Piterà, Segretario Generale AiCARR, ha ricostruito il quadro normativo: il DM 28 ottobre 2025 sui Requisiti Minimi, il D.Lgs. 5/2026 di recepimento della RED III e ciò che prevede la EPBD IV, non ancora recepita. Alberto Villa ha spiegato che cosa misurano COP, SCOP e SPF, quando si configura davvero una ristrutturazione dell’impianto termico e che cosa cambia con i divieti F-Gas dal 1° gennaio 2027, chiudendo con un esercizio economico su un condominio.

Giovanni Finarelli, con un intervento registrato, ha portato il discorso sul residenziale: il passaggio all’R290, il COP di pareggio rispetto alla caldaia, il rischio del sovradimensionamento, gli spazi ridotti e l’acustica. Matteo Vanti è passato alle centrali condominiali e alle applicazioni commerciali: temperature, modularità, sicurezza dell’R290, rumore e un caso studio con pro e contro di ogni soluzione.

Stefano Silvera di Edilclima ha simulato con EC700 tre soluzioni sullo stesso condominio esistente, ibrido factory made, ibrido bivalente e full electric, confrontandone fattibilità, dimensionamento, consumi, costi di gestione e classi energetiche. In chiusura, le risposte in diretta su temperatura di mandata e BACS.

Gli interventi

Rivedi ogni intervento, dal punto che ti serve

Per ogni parte: il video, la sintesi, i capitoli che portano il video al minuto giusto e le slide in PDF.

Prestazione energetica e fonti rinnovabili negli edifici: nuovi Requisiti Minimi, RED III e prospettive della EPBD IV

Luca A. Piterà

Luca A. PiteràSegretario Generale AiCARR

Luca A. Piterà ha ricostruito il quadro normativo che governa oggi la progettazione: il DM 28 ottobre 2025 sui Requisiti Minimi, in vigore dal 3 giugno 2026, e il D.Lgs. 5/2026 di recepimento della RED III, che dal 3 agosto 2026 estende gli obblighi FER. Ha poi indicato cosa prevede la EPBD IV, non ancora recepita. Per chi progetta, ha concluso, la sfida non è tanto scegliere una tecnologia quanto integrare involucro, impianti e rinnovabili.

  • Dal 3 agosto 2026 gli obblighi FER valgono per nuove costruzioni, ristrutturazioni importanti di primo e secondo livello e ristrutturazioni di impianto termico, ove tecnicamente, economicamente e funzionalmente fattibili. Restano esclusi la riqualificazione dell'involucro e la sostituzione del generatore non configurabile come ristrutturazione di impianto.
  • Il nuovo Allegato III chiede il 15% su riscaldamento e raffrescamento (20% negli edifici pubblici) per le ristrutturazioni importanti di secondo livello e per quelle di impianto termico; per le nuove costruzioni resta il 60% (65% nel pubblico).
  • Il mancato rispetto degli obblighi FER è ostativo al rilascio del titolo edilizio. L'impossibilità tecnica o economica va motivata nella relazione tecnica, di cui una copia va al GSE; la verifica spetta al Comune.
  • Gli edifici non residenziali esistenti con impianti termici oltre 290 kW dovevano dotarsi entro il 3 giugno 2026 di BACS di classe B o superiore, se tecnicamente realizzabile e con tempo di ritorno semplice sotto i 6 anni al netto degli incentivi: è un obbligo non legato al titolo edilizio.
  • La scadenza di recepimento della EPBD IV, il 29 maggio 2026, non è stata rispettata da nessuno Stato. Il quadro operativo resta DM 28 ottobre 2025 e D.Lgs. 5/2026; ZEB, standard minimi di prestazione, nuova scala APE, SRI e IEQ entreranno con il decreto di recepimento e con il PNRE.

Dagli incentivi ai refrigeranti: gli scenari che influenzeranno il mercato delle pompe di calore nel prossimo futuro

Alberto Villa

Alberto VillaRelazioni istituzionali, Viessmann

Alberto Villa ha spiegato che COP, SCOP e SPF misurano cose diverse e che il DM 28 ottobre 2025 e il D.Lgs. 5/2026 spostano le verifiche dal COP puntuale ai parametri ecodesign. Ha chiarito quando si configura la ristrutturazione dell'impianto termico, ha richiamato i divieti F-Gas dal 1° gennaio 2027 e i riferimenti di sicurezza per l'R290. Ha chiuso con un esercizio su un condominio a Milano: con i costi energetici attuali, lo stesso risparmio percentuale pesa di più in valore assoluto.

  • Nella semplice sostituzione del generatore con una pompa di calore, fuori dagli incentivi, si fa riferimento a SCOP e ηs ecodesign e non serve la dichiarazione del produttore: ogni macchina immessa in commercio nell'UE rispetta per definizione i valori minimi.
  • La ristrutturazione dell'impianto termico richiede una modifica sostanziale di generazione, distribuzione ed emissione insieme: un semplice cambio di caldaia con un nuovo generatore non rientra nella definizione e non è soggetto alla verifica del 15% e dei 25 W/m².
  • I riferimenti ai COP puntuali restano nell'Ecobonus (DM 6/8/2020), nei Certificati Bianchi solo come riferimento per la baseline e in eventuali norme regionali, come quella del Piemonte.
  • Dal 1° gennaio 2027 scatta il divieto di immissione sul mercato per le pompe di calore idroniche splittate fino a 12 kW e monoblocco sotto i 50 kW oltre la soglia di GWP 150, come R410A e R32. Il riferimento è l'immissione sul mercato, non la vendita all'utente finale.
  • Nell'esercizio sul condominio a Milano la spesa per il gas è di circa 150.000 € l'anno. L'ipotesi full electric con 250 kW di macchine nuove porta il costo a 102.600 €, con un risparmio di 46.400 € (31%), che diventa 72.000 € l'anno considerando il Conto Termico su 5 anni.

La nuova generazione di pompe di calore: efficienza, connettività e gestione intelligente dell’energia negli edifici residenziali

Giovanni Finarelli

Giovanni FinarelliProduct manager pompe di calore residenziali, ViessmannIntervento registrato

Giovanni Finarelli ha legato il rinnovo delle pompe di calore al regolamento F-Gas e al passaggio da R32 a R290, fluido con GWP quasi nullo che si adatta anche agli impianti a radiatori a 55 °C. Ha calcolato un COP di pareggio di 2,20 rispetto alla caldaia a condensazione, ha spiegato perché evitare il sovradimensionamento e ha affrontato tariffe elettriche dinamiche, prescrizioni dei refrigeranti A3, spazi ridotti e acustica.

  • Dal 1° gennaio 2027 il regolamento F-Gas esclude l'R32 dalle monoblocco residenziali: secondo le slide il segmento economico passerà a unità R290, il monoblocco diventerà la tecnologia dominante e le split saranno sempre meno presenti.
  • Con 1,4 €/Sm³ di gas, 0,33 €/kWhe di elettricità (Eurostat, secondo semestre 2025) e una caldaia con rendimento 0,9, una pompa di calore eguaglia il costo della caldaia con un COP di 2,20.
  • A 55 °C di mandata, sulle schede tecniche mostrate, il COP di 2,20 si trova a −10 °C esterni per Vitocal 200-A R290 e indicativamente a +5 °C, per interpolazione, per Vitocal 100-S R32.
  • Con un carico di progetto di 9 kW, una macchina da 8 kW con resistenza integrativa resta nel campo di modulazione alle temperature medie stagionali, mentre una da 10 kW rischia lì accensioni e spegnimenti che penalizzano il rendimento stagionale.
  • Per gli spazi ridotti il brevetto Hydro Auto Control integra nell'unità interna i componenti idraulici e consente la sostituzione 1:1 del generatore collegato in diretta; sull'acustica, oltre a potenza e COP va verificato il dato sonoro rispetto ai limiti di zona, come i 55 e 45 dB(A) della classe III mostrati.

Pompe di calore a R290 nei condomini o in applicazioni commerciali: criteri, opportunità e soluzioni per la progettazione centralizzata

Matteo Vanti

Matteo VantiProduct sales manager, Viessmann

Matteo Vanti ha spiegato perché oggi, nella riqualificazione di una centrale termica condominiale, la pompa di calore non può più restare fuori dalla valutazione, da sola o abbinata a una caldaia. Ha indicato nell'R290 il refrigerante che ritiene definitivo, per impatto ambientale e comportamento termodinamico, e ha illustrato temperature, modularità, sicurezza e acustica sull'esempio della gamma Viessmann 61AQ. Ha chiuso con un condominio di 18 unità: alla domanda su quale soluzione convenga ha risposto «dipende», elencando pro e contro di ciascuna.

  • F-Gas: per le pompe di calore monoblocco oltre 12 kW, divieto di GWP pari o superiore a 150 per le nuove unità dal 1/1/2027 sotto i 50 kW e dal 1/1/2030 sopra i 50 kW; il limite è 750 se nel sito ci sono requisiti di sicurezza.
  • L'R290 ha GWP 0,02 ma è in classe A3, ad alta infiammabilità: è più denso dell'aria e, in caso di perdita, tende a depositarsi nel punto più basso. La sicurezza entra quindi nella progettazione.
  • Gamma 61AQ: acqua fino a 75°C, 8 taglie monoblocco da 38 a 125 kW con meno di 4 kg di refrigerante per circuito, cascata da 2 a 4 unità fino a 500 kW.
  • Zona di sicurezza indicata dal costruttore: 2 m dal vano compressori e 0,2 m di altezza, senza punti di accumulo né fonti di innesco. L'analisi del sito resta al progettista competente, con riferimento alla EN 378 e alle norme locali.
  • Condominio con 100 kW di fabbisogno e radiatori, zona climatica E: Conto Termico 3.0 di 19.678 euro con ibrido factory made, 31.963 euro con bivalente, 52.729 euro con full electric. Nel full electric il punto spesso più critico è la potenza elettrica disponibile.

Full electric, ibrido o bivalente? Quale scelta conviene davvero nella riqualificazione energetica dei condomini

Stefano Silvera

Stefano SilveraTechnical support e analyst, Area Software, Edilclima

Stefano Silvera ha confrontato con il software EC700 tre soluzioni simulate sullo stesso condominio esistente, non isolato e con impianto centralizzato a radiatori: ibrido factory made, ibrido bivalente e full electric. Ha mostrato che la fattibilità si gioca quasi tutta sulle temperature di mandata e che la taglia dei generatori si ricava leggendo correttamente la firma energetica. Con la sola sostituzione del generatore, tutte le soluzioni hanno ridotto consumi di metano, emissioni e costi di gestione e migliorato le classi energetiche, con i valori migliori per il full electric.

  • Il condominio simulato si trova a Milano (−5 °C di progetto): 6 piani abitati, 18 unità, 1.755 m² di superficie netta, parete esterna a cassa vuota con trasmittanza di circa 1 W/m²K.
  • Dalla firma energetica escono cinque valori di potenza, da 42 a 125 kW, riferiti a condizioni diverse: nel factory made si parte dalla caldaia, perché la Prated della pompa di calore deve restare sotto il 50% della sua potenza.
  • La pompa di calore copre il 70% del carico di 115.752 kWh nel factory made, il 61% con l'ottimizzazione economica e il 91% nel bivalente.
  • Nel full electric, passando dal funzionamento H14 a quello H24, la mandata media di gennaio scende da 50 a 42 °C e quella di picco da circa 70 a circa 53 °C, senza isolare l'involucro né aumentare la potenza dei radiatori. Il relatore ha però ricordato che, senza regolazione per singola unità, il funzionamento H24 non è ammesso dal DPR 74.
  • Il costo di gestione calcolato passa dai 38.750 € dello stato di fatto a 24.242 € con il factory made, 21.832 € con il bivalente e 18.588 € con il full electric; le unità, in classe D o E nello stato di fatto, arrivano alle classi B, A1 e A2.

Domande e risposte, saluti finali

Alberto Villa, Stefano Silvera, Luca A. PiteràRisposte alle domande arrivate durante la diretta

In chiusura Alberto Villa ha posto due delle domande arrivate durante la diretta: a Stefano Silvera sul punto in cui si calcola la temperatura di mandata nella simulazione energetica, a Luca A. Piterà sulla classe B dei BACS nelle ristrutturazioni di primo livello del non residenziale. Alle altre domande ha annunciato una risposta successiva, una volta raccolto l'elenco.

  • Nella simulazione energetica la temperatura di mandata si può calcolare sul radiatore, sulla distribuzione o sulla mandata, secondo i circuiti presenti; nel caso mostrato era quella al radiatore.
  • Classe B dei BACS nel non residenziale: il decreto Requisiti Minimi non dà indicazioni e il tema resta aperto. La UNI EN ISO 52120 aiuta, perché fa determinare la classe sulle funzioni effettivamente applicabili, motivando le esclusioni.
  • L'interpretazione più prudente, dichiarata da Piterà come personale e in assenza di un chiarimento ministeriale: verificare la classe B su tutti i servizi presenti e pertinenti, anche se non direttamente interessati dall'intervento.

Per chi ha partecipato

Il quaderno del convegno

Uno spazio di ripasso costruito sulle slide e sulla registrazione. Per ogni relatore trovi il video diviso in capitoli, le schede che ricostruiscono il ragionamento, gli esempi da riascoltare e le domande per verificare che cosa è rimasto.

Apri il quaderno
  • Video per capitoliOgni intervento si apre dal punto che ti serve
  • Schede di ripassoIl ragionamento di ogni relatore, con rimando alla slide e al minuto
  • Domande con rispostaPer verificare che cosa è rimasto
  • Le domande dei partecipantiLe risposte date in diretta, in sintesi
  • Scheda di lavoroLe domande del convegno applicate al tuo progetto